ATP Roma: seconda finale di fila per Sinner. Ma Nadal a sei è irraggiungibile
Jannik Sinner giocherà la finale degli Internazionali BNL d’Italia, a Roma, per il secondo anno di fila. Nel 2025 aveva perso contro Alcaraz, al primo torneo dopo il rientro. Si era gridato all’impresa, per il semplice motivo di aver raggiunto l’ultimo atto. Dodici mesi dopo, tutto è cambiato. La presenza di Sinner a questo punto del torneo, contro Casper Ruud, sembrava quasi dovuta. Attesa da tutti. E Jannik non ha deluso le aspettative. Compiendo un’impresa non indifferente. Nella storia del torneo infatti solo sedici giocatori (prima di Sinner) sono stati capaci di giocare almeno due finali consecutive a Roma. E tra questi mostri sacri della terra rossa, come Borg, o leggende come Lendl e Federer, non figurano. Per dare la portata dell’impresa (l’ennesima) di Sinner. E solo in cinque sono stati capaci di portare a casa per due anni consecutivi il trofeo. Finalisti a Roma in due anni di fila: Sinner il diciassettesimo La tabella completa. In grassetto le finali vinte: Giovanni Palmieri1934, ’35Jaroslav Drobny1950, ’51, ’52, ’53Nicola Pietrangeli1957, ’58, ’61, ’66Rod Laver1961, ’62Tony Roche1966, ’67Jan Kodes1970, ’71, ’72Manuel Orantes1972, ’73Ilie Nastase1973, ’74Guillermo Vilas1979, ’80Jim Courier1992, ’93Thomas Muster1995, ’96Marcelo Rios1997, ’98Gustavo Kuerten1999, 2000, 2001Rafael Nadal2005, ’06, ’07; ’09, ‘10, ’11, ’12, ’13, 14; ’18, 19Novak Djokovic2008, ’09; ’11, ’12; ’14, ’15, ’16, ’17; ’19, ’20, ’21, ’22Alexander Zverev2017, ’18Jannik Sinner2025, ’26 La statistica da un certo punto di vista quasi sorride a Sinner. Degli undici precedenti finalisti in anni consecutivi, solo Jan Kodes non ha mai vinto il torneo. Pur essendo uno dei quattro, insieme a Kuerten, Nadal e Djokovic, ad aver raggiunto la finale per tre anni di fila. Perse l’ultima con Orantes, dopo essersi arreso in precedenza a Nastase e Laver. Il primo a vincere due titoli di fila sarebbe stato invece Jim Courier. L’americano, ugualmente debordante tanto sul cemento quanto sulla terra, batté Carlos Costa e Goran Ivanisevic. Decisamente meno sorprendente invece la doppia affermazione di Thomas Muster, il primo “re della terra rossa” nel 1995 e 1996. Per quanto ammirevoli queste imprese, così come sono da celebrare le tre finali di fila di Guga Kuerten, nulla è paragonabile all’impero di Rafa Nadal. Avvicinato solo da Novak Djokovic. La classe del professore Jaroslav Drobny, ceco di nascita, poi naturalizzato egiziano per motivi politici, giocava con degli occhialetti. Era stato grandissimo campione di hockey sul ghiaccio, a tal punto da far parte dell’Hall of Fame anche di questa disciplina, non solo del tennis. Lo chiamavano “professore” sia per l’aria da intellettuale con gli occhiali, sia per lo stile di gioco molto tattico, molto intelligente. Bellissimo da vedere. Gli fruttò quattro finali, condite da tre vittorie, a Roma. Record che avrebbe resistito fino al secondo decennio del 2000. Prima dell’era Open, solo altri quattro hanno giocato per almeno due anni di fila la finale a Roma. Due sono italiani. Giovanni Palmieri e Nicola Pietrangeli, l’unico azzurro ad aver vinto due volte il torneo. Il grande Nic addirittura nel 1961, quando il torneo si giocò a Torino per celebrare l’unità d’Italia, battè Rod Laver, unico capace di completare il Grande Slam nell’Era Open. E, insieme a Tony Roche, che avrebbe giocato un ruolo anche nella carriera di Roger Federer, compone l’altra coppia con due finali di fila agli Internazionali. Roche, tra l’altro, battè Pietrangeli alla sua ultima finale. Tutti successi che sarebbero impalliditi una cinquantina di anni dopo. I primati di Rafa e Nole Nadal ha vinto per dieci volte gli Internazionali d’Italia, con tre doppiette e una tripletta. La prima, dal 2005 al 2007, battendo Coria e Federer in due finali epiche, per poi passeggiare nella terza contro Gonzalez. Addirittura dal 2009 al 2014 ha sempre raggiunto l’ultimo atto, dunque ben sei finali di fila. Un numero impressionante, probabilmente irripetibile. Per quanto Djokovic non sia mai stato da meno. Neanche sulla terra di Roma, una sua seconda casa. Al di là della brutta sconfitta di quest’anno. Djokovic ha vinto per sei volte il torneo, ultima delle quali nel 2022, la prima nel 2008. Ma ciò che fa specie sono le otto finali raggiunte in nove anni tra il 2014 e il 2022, considerando però che nel 2018 non prese parte al torneo. Ciò vuol dire quattro finali consecutive in ben due casi. Una rivalità con Nadal che spesso ha rivissuto a Roma, dove si è già scritto un capitolo della rivalità del futuro, quella tra Sinner e Alcaraz. Che domani avrà anche la missione Golden Masters: vincere almeno una volta tutti e 9 i 1000, come riuscito solo a Djokovic. Sinner: un sogno italiano Nel biennio 1934-35, in un altro mondo, Giovanni Palmieri raggiunse due finali di fila agli Internazionali d’Italia. Ma a Milano la prima volta, vincendo. Nel ’35 a Roma, prima edizione del torneo disputata nella capitale, sconfitto da Wilmer Hines. Sinner ovviamente punterà a ribaltare le annate, quindi tentando di vincere dopo la sconfitta del primo anno. E partirà nettamente favorito, aggiungendosi ad un’ennesima lista d’élite nel tennis che conta. D’altronde l’ultimo a raggiungere due finali consecutive a Roma era stato Novak Djokovic, quattro tra il 2019 e il 2022. Con le due sconfitte sempre contro Nadal. Sinner, che spesso viene paragonato a Nole (come Medvedev quest’oggi), avrà un’occasione d’oro. Intanto, conferma una costanza, una solidità, anche sulla terra, che appartiene solo ai grandissimi. Della tabella mostrata sopra, infatti, compaiono sette ex n.1 ATP su undici, senza contare Jannik. Le strade dei migliori portano a Roma. ...